L'EDITORE

La Fallone Editore è una casa editrice indipendente, pugliese per tassonomie geografiche, ma con una linea d’azione nazionale e internazionale.
Tra i segmenti letterari di suo interesse, oltre a narrativa e poesia, anche saggistica, letteratura per l’infanzia, scienze ermetiche, fotografia, arte, musicologia, cinotecnica.
5 titoli selezionati dall'editore

Πολιορκημένος χρόνος – Tempo assediato di Titos Patrikios è una raccolta di 12 poesie curata e tradotta da Maria Caracausi.
Nei versi di Patrikios la memoria assorbe in sé il ricordo per farne cosa ulteriore. Il passo ben fermo sulla terra pianeggiante, la Grecia e l’eco della guerra, la giustizia quale punto cardinale di una ricerca lunga quanto la vita, ma anche l’amore declinato al plurale, un’affezione che è duplice nella sfumatura semantica, e l’infanzia, legata alla patria e ai nomi, che determinano e stabiliscono le forme, persino i modi.
Un libro di grande livello che riconferma il marchio inconfondibile di Patrikios.

Se giuri sull’arca di Mattia Tarantino è poemetto dal ritmo profetico, che sta sempre tra impostura e rivelazione. Ed è sulla profezia che la lingua si fa rarefatta ma necessaria; quasi lingua d’uccelli, d’avventori momentanei e casuali, di estinti fonemi riattivati; una nervatura passionale (quasi impensabile, laddove ogni passione pare ristretta e asciugata), esistenziale, che apporta al campo poetico l’impensabile della raffigurazione. Perché questa è poesia dell’irrappresentabile, dell’ingiudicabile condizione di essere prima o di essere dopo nel linguaggio. Tarantino, infatti, esiste come un’impalcatura a priori sul segreto generativo della poesia.
[dalla prefazione di Michelangelo Zizzi]

Un romanzo visionario, in grado di creare senso di straniamento nel lettore, in cui non mancano elementi comici, come pure la capacità di leggere lucidamente il mondo contemporaneo.
Dove gli occhi si fermano di Filippo Chiello è ambientato in una città futuribile e alienante, in cui il virtuale ha soppiantato il reale e i cittadini hanno rinunciato alla libertà in cambio della sicurezza e della protezione dello Stato, che li ricompensa con una vita facile e agiata. In questo scenario apocalittico, tra microchip impiantati e medicalizzazione ossessiva, si incontrano Orlando e Ulisse. Stritolati da dinamiche sociali e politiche sempre più opprimenti, si dibattono in dilemmi esistenziali che ne fanno emergere la loro profonda umanità.

Sarebbe già complicato così, barcamenarsi con una sola coscienza, spesso rasentando lo squilibrio, ma proporsi di gestirne addirittura due, la propria e quella della persona con cui ci s’appariglia, è un’impresa ai limiti della temerarietà, opera destinata a essere greve e buffa, un acciabattamento sull’orlo dello scivolone.
Sono queste prodezze incongrue allo stupidimento (frainteso per finezza d’intelletto singolare), all’indolenza morale, all’impenitente egocentrismo oltreché alla fiacchezza di membra.
Ai consorti Nunzio Coppolone e Gilberta Arbizzola spetta e tocca l’azzardo di far combaciare le proprie tessere; tentativi tanto imperfetti quanto necessari, una sfida alla quale non si è mai del tutto attrezzati, una materia su cui la scuola della vita ben poco istruisce.

The Uncanny Lens – La Lente Inquietante è libro fotografico che accompagnerà l’esposizione di 60 opere degli artisti Joel-Peter Witkin e Roger Ballen presentate al pubblico internazionale in esclusiva assoluta, con la curatela di Fortunato D’Amico e sotto la direzione artistica di Fulvio de Pellegrin e Paolo Dolzan. Le fotografie sono corredate dall’intervento di critici d’arte e filosofi: Sergio Fabio Berardini, Alessio Caliandro, Fortunato D’Amico, Fiorenzo Degasperi, Fulvio de Pellegrin, Paolo Dolzan, Sergio Poggianella, Mauro Zanchi, Michelangelo Zizzi.
Le opere selezionate dagli stessi autori condurranno il pubblico in un viaggio di luoghi interiori dove le affinità operative e formali proiettano la fotografia oltre i confini della documentazione.