Calvino in una immaginaria Capitale dell’impero dei tartari fra alberi di magnolie e mangrovie fa raccontare a Marco Polo, nei suoi resoconti a KublaiKan, imperatore dei tartari, le città che ha incontrato nel suo viaggiare in lungo e in largo per l’impero. Città straordinarie, incredibili, immaginarie, città che si confondono una nell’altra e una nell’altra sovrapposte si confondono e si mischiano senza soluzione di continuità. Attraverso un linguaggio fatto di musica elettronica, parole e movimento, Giuseppe Ciciriello attore, regista e autore e Roberta Russo in arte Kiotolp cantautrice e musicista, si interrogano su cosa sia una città e proprio partendo dal racconto che ne fa Calvino, provano a dipanare il filo che lega Il Gran Kan e Marco Polo in una narrazione che continua ad interrogarsi passando dalle parole alla musica su cosa sia una città e cosa rappresenti per chi le abita, per chi le attraversa e chi le osserva.
Cos’è una città? Forse le città non sono altro che un’immagine riflessa, di miglia di altre città, che si ripetono sempre uguali e sempre diverse, forse le città non sono altro che uno specchio, un semplice specchio, rotto, storto forse, ma solo un specchio, un semplice specchio, dove fermandoci un attimo possiamo vederci, per quello che siamo, nelle nostre abitudini, nelle nostre maniere di stare da soli e con gli altri, nella nostra maniera di pensare, o di non pensarci, di stare al mondo, si uno specchio, forse crudele e inflessibile ma sincero, do rifletterci. Perché forse le città siamo noi…
Calvino in una immaginaria Capitale dell’impero dei tartari fra alberi di magnolie e mangrovie fa raccontare a Marco Polo, nei suoi resoconti a KublaiKan, imperatore dei tartari, le città che ha incontrato nel suo viaggiare in lungo e in largo per l’impero. Città straordinarie, incredibili, immaginarie, città che si confondono una nell’altra e una nell’altra sovrapposte si confondono e si mischiano senza soluzione di continuità. Attraverso un linguaggio fatto di musica elettronica, parole e movimento, Giuseppe Ciciriello attore, regista e autore e Roberta Russo in arte Kiotolp cantautrice e musicista, si interrogano su cosa sia una città e proprio partendo dal racconto che ne fa Calvino, provano a dipanare il filo che lega Il Gran Kan e Marco Polo in una narrazione che continua ad interrogarsi passando dalle parole alla musica su cosa sia una città e cosa rappresenti per chi le abita, per chi le attraversa e chi le osserva.
Cos’è una città? Forse le città non sono altro che un’immagine riflessa, di miglia di altre città, che si ripetono sempre uguali e sempre diverse, forse le città non sono altro che uno specchio, un semplice specchio, rotto, storto forse, ma solo un specchio, un semplice specchio, dove fermandoci un attimo possiamo vederci, per quello che siamo, nelle nostre abitudini, nelle nostre maniere di stare da soli e con gli altri, nella nostra maniera di pensare, o di non pensarci, di stare al mondo, si uno specchio, forse crudele e inflessibile ma sincero, do rifletterci. Perché forse le città siamo noi…
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