In un’epoca storica in cui l’imposizione del proprio ego e del proprio pensiero, anche in modo verbalmente o fisicamente violento, la fa da padrona e in cui la declinazione del verbo amare è spesso escludente o delimitata da confini precisi (ti amo se sei del mio gruppo/della mia famiglia/se la pensi come me, o ti amo sin quando ti comporti come io penso tu debba comportarti), abbiamo sentito la necessità di danzare altro: di danzare dolcezza, accudimento, accoglienza.
What is Love è una riflessione danzata sull’amore come sentimento semplice, spontaneo, gratuito.
Nello spettacolo, diviso in varie immagini e scene non direttamente consequenziali, ma legate tra loro da un unico filo conduttore, vengono indagate varie sfaccettature di amori malati (i tradimenti, il mancato ascolto, la violenza, l’imposizione del matrimonio, la manipolazione), e le possibili reazioni sociali collegate a tali situazioni (le offerte di aiuto, l’abbraccio, la cura, ma anche il rifiuto, il giudizio, l’imposizione di valori sessisti ormai superati).
Potremmo dire che il fine dello spettacolo è di suscitare riflessioni sulla violenza e la manipolazione affettiva e psicologica e, dunque, quello di fare la nostra parte nella battaglia culturale sostenuta anche dalla Convenzione di Istanbul, che decreta che la violenza di genere è una violazione dei diritti umani; in realtà, però, il fine ancor più profondo dello spettacolo è quello di creare empatia, di suscitare un sentimento condiviso di accettazione e accudimento, quello di farci sentire solidali, compartecipi delle difficoltà di chi abbiamo accanto.
In un’epoca storica in cui l’imposizione del proprio ego e del proprio pensiero, anche in modo verbalmente o fisicamente violento, la fa da padrona e in cui la declinazione del verbo amare è spesso escludente o delimitata da confini precisi (ti amo se sei del mio gruppo/della mia famiglia/se la pensi come me, o ti amo sin quando ti comporti come io penso tu debba comportarti), abbiamo sentito la necessità di danzare altro: di danzare dolcezza, accudimento, accoglienza.
What is Love è una riflessione danzata sull’amore come sentimento semplice, spontaneo, gratuito.
Nello spettacolo, diviso in varie immagini e scene non direttamente consequenziali, ma legate tra loro da un unico filo conduttore, vengono indagate varie sfaccettature di amori malati (i tradimenti, il mancato ascolto, la violenza, l’imposizione del matrimonio, la manipolazione), e le possibili reazioni sociali collegate a tali situazioni (le offerte di aiuto, l’abbraccio, la cura, ma anche il rifiuto, il giudizio, l’imposizione di valori sessisti ormai superati).
Potremmo dire che il fine dello spettacolo è di suscitare riflessioni sulla violenza e la manipolazione affettiva e psicologica e, dunque, quello di fare la nostra parte nella battaglia culturale sostenuta anche dalla Convenzione di Istanbul, che decreta che la violenza di genere è una violazione dei diritti umani; in realtà, però, il fine ancor più profondo dello spettacolo è quello di creare empatia, di suscitare un sentimento condiviso di accettazione e accudimento, quello di farci sentire solidali, compartecipi delle difficoltà di chi abbiamo accanto.
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